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Reply House, Torino

ACPV ARCHITECTS

quando

2026

dove

Torino

architecture

ACPV ARCHITECTS

Per la nuova sede di Reply a Torino, realizzata all’interno dell’ex Caserma De Sonnaz, UniFor ha contribuito alla trasformazione di un complesso militare storico in un campus contemporaneo dedicato all’innovazione, alla ricerca e alla collaborazione. Progettato da ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel, l’interior integra sistemi di arredo, finiture architettoniche e soluzioni su misura nell’edificio esistente.

Per la nuova sede di Reply a Torino, realizzata all’interno dell’ex Caserma De Sonnaz, UniFor ha contribuito alla trasformazione di un complesso militare storico in un campus contemporaneo dedicato all’innovazione, alla ricerca e alla collaborazione. Progettato da ACPV ARCHITECTS Antonio Citterio Patricia Viel, l’interior integra sistemi di arredo, finiture architettoniche e soluzioni su misura nell’edificio esistente.

UniFor ha seguito il progetto attraverso un processo integrato di sviluppo, ingegnerizzazione, produzione e installazione. Sistemi di partizione, rivestimenti, finiture architettoniche e arredi su misura sono stati concepiti come componenti dell’architettura, in risposta alle geometrie e ai vincoli conservativi del complesso storico.

Negli spazi di ingresso, la finitura naturale e le tonalità calde del noce definiscono il carattere materico dell’area reception. Le pareti e le grandi arcate della struttura originaria sono rivestite con pannellature lignee, mentre il banco reception è stato realizzato attraverso il riutilizzo di un antico bancone da farmacia. Elementi acrilici retroilluminati integrati nella parete compongono il logo Reply e introducono l’identità visiva dell’azienda.

Le ampie volte a botte in mattoni dei piani inferiori hanno richiesto lo sviluppo di sistemi di partizione e pareti vetrate su misura, sagomati secondo il profilo dell’architettura e alti oltre cinque metri. Vetri trasparenti e pannelli in legno definiscono uffici, sale riunioni e aree collaborative, mantenendo la continuità visiva degli ambienti storici.

Per rispondere alle diverse funzioni dell’edificio è stata sviluppata una gamma di finiture architettoniche e soluzioni acustiche. Rivestimenti ad arco in noce, pannelli imbottiti, superfici scrivibili, elementi microforati e rivestimenti metallici contribuiscono alle prestazioni acustiche e all’identità visiva di uffici, laboratori e spazi specialistici.

Gli ambienti di lavoro sono arredati con configurazioni su misura derivate da Spring System, la famiglia di tavoli disegnata da Antonio Citterio per UniFor. Il sistema è stato adattato a gruppi di diverse dimensioni e alle proporzioni dell’edificio, includendo ampie postazioni collaborative collocate sotto la copertura inclinata del piano mansardato.

Librerie freestanding e contenitori riprendono lo stesso linguaggio progettuale in tutti gli ambienti della sede. Sviluppati per supportare attività individuali e condivise, questi elementi contribuiscono a creare un sistema unitario in cui arredi, partizioni e superfici architettoniche si adattano alle differenti condizioni spaziali dell’ex caserma.

Le sale riunioni di rappresentanza reinterpretano alcuni elementi della tradizione architettonica e culturale torinese. Rivestimenti lignei, librerie integrate e soffitti a cassettoni si combinano con tavoli riunione e contenitori su misura, dando forma ad ambienti formali che richiamano l’atmosfera e la ricchezza materica dei caffè storici della città.

Gli uffici direzionali al secondo piano sono stati sviluppati interamente su disegno degli architetti e arredati con tavoli, librerie e sistemi contenitore custom-designed. Phone booth, aree per il lavoro concentrato e spazi informali offrono ulteriori configurazioni d’uso, integrando tecnologia, comfort acustico e qualità architettonica all’interno di un linguaggio spaziale coerente.

Al piano interrato, un auditorium da 100 posti completa il progetto. Tribune mobili e un palco riconfigurabile consentono di ospitare conferenze, presentazioni e attività collettive secondo differenti assetti. Le tecnologie integrate convivono con le tracce visibili della struttura originaria, collegando la storia dell’edificio alla sua nuova funzione di centro per l’innovazione.