Musée des Arts Décoratifs

“Jean Nouvel - Mes meubles d’architecte”
Musée des Arts Décoratifs, Parigi
27 ottobre 2016 - 12 febbraio 2017

“Je ne suis pas un designer, mais un architecte qui fait du design”. Così Jean Nouvel sintetizza il proprio lavoro di progettazione riferita a mobili e oggetti. Una produzione assai ricca, a cui è dedicata una mostra, dal 27 ottobre 2016 al 12 febbraio 2017, presso il Musée des Arts Décoratifs di Parigi. L’esposizione ospiterà più di 100 arredi e si snoderà all’interno del museo dialogando con le collezioni permanenti esposte, come quelle dedicate al Medioevo e al Rinascimento. In mostra tutti gli arredi progettati da Jean Nouvel per Gruppo Molteni. Una collaborazione ultra ventennale nata con il progetto per la Fondation Cartier (1994) e la nascita di una icona del design del secolo scorso: il tavolo Less, evolutosi successivamente in LessLess e LessLess Color con l’utilizzo dell’alluminio in sostituzione della lamiera di ferro. Un design inconfondibile, funzionale ma soprattutto leggero, prodotto da UniFor per il mondo dell’ufficio e proposto da Molteni&C nel mondo della casa. Ricordiamo inoltre Cases, un sistema componibile per ufficio, sorprendente per semplicità e possibilità compositive, e l’esclusivo Table au Km, tavolo in legno massiccio di grandi dimensioni, prodotto da UniFor in edizione limitata a sei esemplari e distribuito da Gagosian Gallery e la Gallerie Patrick Seguin.
La collaborazione con Jean Nouvel si è consolidata nel tempo anche con numerose importanti realizzazioni contract, ambienti di lavoro e allestimenti speciali eseguiti dalle aziende del Gruppo Molteni e da UniFor in particolare.

XX1 Triennale Internazional Exhibition Milano 2016

Red Dot Award 
Communication Design 2016





Warm Modernity
Indian Architecture Building Democracy


Museo Diocesano, Milano
2 aprile - 12 settembre 2016

a cura di Maddalena d’Alfonso
foto Marco Introini





Evento ufficiale della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, “Design After Design”, la mostra “Warm Modernity. Indian Architecture, building Democracy” indaga su origini e fortuna dell’architettura partecipata, prendendo spunto dalle esperienze indiane derivate dal protocollo redatto nel lontano 1945 da Otto Koenigsberger, dove si dettano regole ed economie per la pianificazione del prototipo di città processuale.
La mostra, risultato di una ricerca italo-indiana durata 5 anni, illustra le conseguenze della scelta democratica nell'India indipendente, la sua esistenza concreta e i suoi esiti globalizzati, attuali ancora oggi. L’allestimento presenta 4 esempi di Democratic New Towns - Jamshedpur, Bhubaneswar, Faridabad e Chandigarh - esito dell'intreccio tra le esperienze di Frey, Drew e Le Corbusier e le idee dei loro omologhi indiani, Varma, Doshi, Correa, Rewal. Le città vengono descritte analiticamente e documentate attraverso fotografie dello stato attuale, integro come i moderni quartieri europei.
I piani attuati dall'India nel processo di democratizzazione sono da considerarsi il primo passo nell'adozione di un ordinamento inclusivo da parte delle nuove Sovranità Nazionali.
UniFor sostiene l’iniziativa in qualità di sponsor tecnico.  

Ca' Brütta 1921. Giovanni Muzio Opera Prima

a cura di Giovanni Tomaso Muzio e Giovanna Calvenzi







Castello Sforzesco, Milano
Sala del Tesoro - Sala Viscontea.
15 aprile -10 luglio 2016




photo exhibition Gianni Nigro

Mostra ideata e prodotta da Giovanni Tomaso Muzio responsabile dell'Archivio Muzio e Giovanna Calvenzi in occasione del primo restauro conservativo che ha restituito l'edificio al suo originale racconto. Un intreccio di saperi che si apre sulla società e si interroga sulla natura della collettività in una città in espansione.

Fondatore del” Movimento Architettonico-Urbanistico di rinnovamento in Lombardia”,
Giovanni Muzio nel corso del Novecento ha progettato a Milano oltre 50 opere, che segneranno profondamente la città, qualificandone il tessuto in una visione nuova. Dall'Università Cattolica nel contesto dei cortili Bramanteschi al Palazzo della Triennale, tutte le sue opere riprendono quel principio cui Muzio resterà per tutta la sua vita fedele:
“ Non c'è architettura senza urbanistica.”

Inoltre presenta un grande albun fotografico che raccoglie i risultati di una nuova e inedita missione fotografica che coinvolge 29 autori, da Gianni Berengo Gardin a Giovanni Gastel Francesco Radino, impegnati a rileggere e interpretare Ca' Brütta.

UniFor sostiene l'iniziativa in qualità di sponsor tecnico.